[di Raimondo Iemma]
Una città è sempre e tutta contemporanea; è fatta di elementi incompatibili, se colti uno per uno, ma che hanno molte cose da dirsi, se noi ci facciamo messaggeri dall’uno all’altro; e, naturalmente, mentre trasportiamo i messaggi, segretamente li leggiamo.
Giorgio Manganelli
Caro Davide, è oramai quasi chiaro
che il futuro è stato edificato dal tetto
delle pallide mura d’un solarium.
E ciò che negli anni è stato detto
suona vile, inutile o superbo, o forse
niente di tutto questo... Proprio oggi
risalendo lo Stivale, dalle nuvole
ho veduto il Niente: ed erano
i miei occhi troppo stanchi,
il fitto quotidiano frusto in braccio,
le raccomandazioni sempre uguali di una hostess…
Una volta fatta l’Italia, si è voluto
disfare gli italiani. Saltando
in aria treni, banche, stazioni
un silenzio, forte e durevole, è stato emesso.
Per questo accetto. Per parlare
gli anni a venire come un diverso
passato su cui poter agire. Per dire
la poesia là dove si dice non possa aver radici,
le nuove leggi nel dibattito parlamentare,
il matto fuoco che arde strade e coste
e ancora il gelo nei cuori, tutto il disumano
travestito da utopia, le povere mattine senza storia,
quelle dei Lanza e Porceddu incontro all’alba dei mitra
poi il distico endecasillabo, epitaffio dei giornali
Un sardo e un siciliano ventenni
da pochi giorni in servizio al carcere…
www.lagru.org
martedì 23 settembre 2008
lunedì 22 settembre 2008
mercoledì 17 settembre 2008
sedia per visite brevi
IRONICA RISPOSTA DEL GENIO DI MUNARI ALLA PROSPETTIVA DELLA VITA DI CORSA.
PROGETTATA NEL LONTANO 1945, HA LE CARATTERISTICHE DI UNA SEDIA CLASSICA (NOCE CON INTARSI E SEDILE IN ALLUMINIO) MA PRESENTA UNA SEDUTA INCLINATA A 45°, DESTABILIZZANTE RISPOSTA ALLA VITA CHE CORRE VELOCE, ALLA FRENESIA CHE RUBA IL TEMPO.
giovedì 11 settembre 2008
metodo_costanza_ passione_fedeltà
mi ricordo una tenda verde, automontabile, due ragazze appassionate croniche, sveglie alle tre di notte a contare endecasillabi, mi ricordo il completare versi, una torcia per manovrare il sole, le parole scritte con lentezza e ardore...
Lungo bacio di silenzio acceso
ai tuoi comandi mi rimetto
sorella, terra, che mi hai atteso
quando il cuore era nel sospetto.
E tutta fiore mi faccio, conteso
reciso, da lama di luce, nera
così come fuoco, lui mi ha preso
fuoco che arde di quello che era.
Siamo come foglie di un autunno
attendiamo il soffio di un bacio
nella carezza che oggi destina.
Unità in addizioni, alunno
scopro nel mio amore un laccio
per tessere ogni nuova mattina.
(granara 2006)
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